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GUIDATE > Pievi e Abbazie
L'itinerario nel Chianti tra Firenze e Siena
propone delle interessanti deviazioni dal percorso classico;
seguendole, il visitatore può scoprire un patrimonio
di abbazie e pievi, rappresentativo di un tipo di società
medioevale che ha lasciato impronte significative e
suggestive in un territorio così ben disegnato
dalla natura.
La rilevanza delle vie di collegamento del Chianti con
le attigue Valdarno e Valdelsa ha determinato la scelta
di dove costruire le varie abbazie, badie, pievi, oratori
e chiesette.
Mentre le abbazie ci testimoniano l'importanza degli
ordini religiosi, le pievi, situate in gran parte lontane
dall'abitato, silenziose e solenni, immerse in un paesaggio
che ricorda quello della grande pittura toscana, rievocano
con la loro architettura semplice ed eloquente un tipo
di religiosità propria delle genti del contado.
Le pievi della Toscana hanno avuto
un rilievo nella rinascita architettonica medioevale
e testimoniano la particolarità dell'organizzazione
religiosa nelle campagne.
Badia a Passignano
Nel cuore del Chianti sorge isolata
la Badia a Passignano, grandioso
complesso monastico fortificato a pianta quadrangolare
con torri d'angolo. La movimentata volumetria dei
corpi di fabbrica che ricordano un'inaccessibile rocca
medievale, con le mura di pietra grigia tutte merlate
alla maniera guelfa, la rendono simile più
che ad un'abbazia ad un borgo fortificato. L'aspetto
attuale del complesso risente, in parte, di alcune
ristrutturazioni fatte nell'Ottocento.
Badia a Passignano
L'abbazia, fondata dai monaci Benedettini di Vallombrosa
di cui una piccola comunità ancora vive nell'annesso
monastero, oltre ad essere centro di diffusione della
regola di Giovanni Gualberto, fu un caposaldo della
cristianità contro il malcostume del clero.
Fa parte del complesso la Chiesa di S. Michele Arcangelo,
del secolo XIII, più volte
ristrutturata nel tempo, dalla semplice facciata in
pietra e la possente torre campanaria. L'interno della
chiesa è a a croce latina con navata unica.
Da ammirare, nella cappella maggiore, affreschi e
tele del Passignano, nato nei pressi dell'Abbazia.
Le iscrizioni in greco ed ebraico
visibili nel coro ligneo cinquecentesco testimoniano
l'importanza della Badia come centro di studi di lingue
orientali.
La visita comprende anche il refettorio dove si trova
un'Ultima cena, opera del Ghirlandaio.
Pieve di S. Pietro in Bossolo
La pieve di San Pietro in Bossolo, situata nel territorio
del Comune di Tavarnelle Val di Pesa, ne rappresenta
una delle più antiche testimonianze storiche.
Le origini della chiesa risalgono a prima dell'anno
Mille. Il recente restauro ne ha restituito le originali
forme riferibili agli albori dell'architettura
romanica (XI sec.)

Con gli ultimi scavi sono tornate alla luce, davanti
alla chiesa, le fondamenta di un Battistero paleocristiano
del IV secolo. L'interno della chiesa è semplice
ma di grande suggestione, con struttura
a tre navate. Alla facciata antica in pietra a vista
è addossato un portico cinquecentesco, intonacato,
che corre anche sul fianco destro.
Nella canonica è stato allestito un piccolo
MUSEO D'ARTE SACRA di recente istituzione,
che raccoglie sia le opere che appartenevano a questa
pieve, sia quelle della non lontana San Donato in
Poggio.
Pieve di Sant'Appiano
Il complesso monumentale di Sant'Appiano, collocato
su un poggetto, contornato da severi cipressi, appare
ancor oggi luogo di grande suggestione sia per la
collocazione paesaggistica, sia per le memorie storiche
che lo costituiscono.
La pieve di Sant'Appiano sorge in un'area collinare
che degrada verso il fondovalle del fiume Elsa, una
zona ricca di testimonianze archeologiche e toponomastiche.
Nel piccolo Antiquarium annesso vi sono conservati
reperti che attestano l'antichità dell'insediamento:
alcuni risalgono al periodo etrusco più
arcaico; altri sono riferibili all'età
romano-imperiale.

Davanti alla pieve, sorgono quattro pilastri cruciformi:
quanto rimane di un battistero del VII-VIII
secolo che sorgeva davanti alla facciata. L'edificio
fu demolito nel 1805 a causa delle lesioni dovute
ad un terremoto che l'avevano reso pericolante.
L'importanza storica del luogo ci è confermata
dalla presenza delle spoglie, qui
conservate, di S. Appiano, santo leggendario cui la
tradizione vuole sia legata l'evangelizzazione della
Valdelsa.
Questi ruderi ci ricordano quella che era la funzione
specifica delle pievi e anche l'importanza di questa
chiesa, che ebbe giurisdizione su una vasta zona;
da essa dipesero, infatti, sino a venti chiese rurali.
Il Battistero: le decorazioni dei capitelli scolpiti
con motivi simbolici (la Croce, il Tau) e altre figure
geometriche ci testimoniano che S. Appiano si trova
su una deviazione "volterrana" dell'antica
via Francigena. La pieve costituì per secoli
il centro della vita religiosa del
territorio: di qui la ricchezza dell'edificio, la
presenza di un chiostro e l'esistenza di opere d'arte,
tra cui una serie di affreschi del XV secolo.
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