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ESCURSIONI GUIDATE
> La Certosa del Galluzzo

Uno tra gli itinerari più interessanti fuori
della cerchia delle mura di Firenze è sicuramente
la Certosa del Galluzzo. Posta sulla sommità
del Monte Acuto, domina la vallata garantendo un punto
di riferimento per tutta la Val d'Ema. La si raggiunge
uscendo dai bastioni di Porta Romana
e proseguendo lungo la Via Senese.
La costruzione di quest'imponente edificio fu iniziata
verso il 1341 dal ricco banchiere fiorentino
Niccolò Acciaioli, membro della
potente Arte del Cambio, legato alla famiglia di Renato
d'Angiò. Il complesso è composto dagli
ambienti religiosi veri e propri e dall'imponente palazzo
che il committente fece costruire per sé. Finanziando
i lavori della Certosa, l'Acciaioli volle realizzare
così il desiderio, maturato nel tempo e addirittura
sottoscritto nella prima stesura del proprio testamento,
di costruire un monastero che anche i giovani fiorentini
potessero utilizzare come luogo di studio. Ancora
incompiuta nel 1365, alla morte del munifico
fondatore, la Certosa fu completata alla fine del Quattrocento.
Tuttavia, dopo poco iniziarono i lavori di rifacimento.
Nel corso dei secoli il complesso ha subito modifiche,
rimaneggiamenti e ampliamenti. Il risultato è
un insieme architettonicamente armonico, ma composito,
soprattutto a causa degli interventi cinquecenteschi
e seicenteschi.
Le sale della Pinacoteca
Vi sono custodite importanti opere d'arte tra cui spiccano
gli affreschi con le Storie della Passione dipinte
dal Pontormo tra il 1523 ed il 1525. Gli ambienti
della Pinacoteca fanno parte del nucleo trecentesco
del Palazzo degli Acciaioli; il cortile rappresenta
invece l'elemento architettonico di unione tra il Palazzo
e gli ambienti del monastero.
La chiesa, costruita per l'ordine certosino, mostra
una facciata cinquecentesca e numerosi rifacimenti seicenteschi
al suo interno. Dal coro si passa nel convento vero
e proprio, con le piccole cappelle costruite alla fine
del Trecento. Tra queste spicca la Cappella
di S. Maria, costruita per Agnolo Acciaioli,
che è una vera e propria chiesa a pianta greca.
La sottostante cappella di S. Tobia funge da sepolcreto
della famiglia Acciaioli; alla sua realizzazione hanno
partecipato artisti di scuola dell'Orcagna e, forse,
Donatello.
Se si vuole provare a rivivere la sensazione di pace
monastica vale la pena di visitare il luogo di studio
e di meditazione per eccellenza: le celle dei monaci.
Dal piccolo chiostro si entra nella sala del Capitolo,
che fa parte del nucleo più antico dell'edificio
e che Leonardo Buonafè volle come luogo per la
sua sepoltura (la lastra tombale è opera di Francesco
da Sangallo). Da qui, un corridoio conduce al famoso
Chiostro Grande sul quale si aprono le celle dei monaci.
Le celle che vediamo risalgono alla ristrutturazione
cinquecentesca mentre in origine erano capanne di legno.
Ogni singola cella era separata dalle altre; ciascun
monaco aveva il suo giardino privato per meglio realizzare
gli ideali di studio e vita contemplativa.
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